Il tragulo dal dorso argentato: avvistato dopo 30 anni



Tragulus versicolor è il nome scientifico, conosciuto come tragulo dal dorso argentato è una specie di artiodattilo diffuso solo in Vietnam, per questo viene chiamato anche tragulo del Vietnam.

Quello degli artiodattili è un ordine di animali mammiferi che discendono dagli ippopotami e dai cetacei. La loro descrizione è più dettagliata se diciamo che sono degli ungulati, cioè provvisti di un numero pari di dita che sostengono il peso del corpo, lo zoccolo. Non ha caso viene chiamato anche “cervo-topo”: il muso affusolate e gli zoccoli che sostengono le lunghe zampette fanno pensare ad una strana fusione.

Poiché il tragulo dal dorso argentato è molto difficile da avvistare, gli studi effettuati su questa specie di tragulo sono veramente pochi.
Fino al 2004 veniva considerato una sottospecie del tragulo maggiore, anche se fisicamente è più somigliante al tragulo minore. È difficile da collocare come specie perché i traguli sono molti ed ognuno con diverse caratteristiche. Chi con una fisicità più grande, chi più piccola o con abitudini di vita diverse in base al luogo in cui vivono o semplicemente alle possibilità fisiche. Ma è del tragulo dal dorso argentato che si sa ancora davvero poco.
Ma ci dà speranze questo avvistamento di pochi giorni fa.

Sono passati 30 anni dall’ultimo avvistamento. Delle fototrappole installate dalla Global Wildlife Conservation (un’associazione che si occupa della protezione degli animali selvatici e dell’ambiente in cui vivono) ha fotografato e ripreso questo animaletto nella sua foresta nel sud del Vietnam. Non è stato semplice riprenderli e accertarsi della loro esistenza, anche perché si sa poco delle loro abitudini. Per ora gli studiosi si limitano a dargli una classificazione in base alle sue abitudini simile a quella del tragulo minore, quindi si spiegherebbe perché sono così difficili da avvistare. Il tragulo minore è un animale crepuscolare e notturno e è solito muoversi tra mangrovie e fitta boscaglia così da schivare qualsiasi avvistamento.

Ci sono voluti 5 mesi per scattare 275 foto dell’animale in 72 momenti diversi e non è chiaro quanti siano gli esemplari fotografati, ma An Nguyen a capo della spedizione, ha osservato: «scoprire che ce ne sono ancora in giro è il primo passo per assicurarci che non li perdiamo di nuovo».
I traguli del Vietnam sono prede dei pitoni, cani selvatici, dei leopardi, ma c’ho che preoccupa principalmente gli scienziati del Guardian è il frequente intervento dei cacciatori.

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