Death Valley e le pietre che si muovono. Mistero risolto!



La Death Valley (valle della morte) è un parco nazionale che si estende fra Sierra Nevada in Canada (ad ovest) e Stato del Nevada (ad est). Nella sua estensione di 225 km per 40 km, presenta diversi punti da esplorare.

Ci sono, ad esempio, alcune città fantasma le quali erano un tempo abitate dai minatori che durante la corsa dell’oro hanno aperto diverse miniere, per poi abbandonare anche quelle. Ci sono diverse incisioni rupestri, minerali e fossili da trovare.
Il luogo deserto, a tratti montuoso, ospita circa 600 tipi di piante che si sono adattate al clima ostico del posto. Molte piante nascono già ghiacciate a causa del vento gelido ed il clima secco le ha costrette ad adattarsi, formando attorno a loro uno strato di “lacca naturale” che intrappola quella poca acqua che le aiuta a sopravvivere.

La fauna è composta da roditori nelle zone più alte della valle, come lo scoiattolo, il topo canguro e la lepre, mentre nelle quote più basse volpi, serpenti a sonagli, coyote ed avvoltoi.

Un parco sicuramente stupendo e ricco di attrazioni che porta in un mondo solo suo ed un po’ magico se si pensa alle sailing stones, o sliding rocks, in italiano “pietre mobili”.

Le pietre mobili sono state un mistero grande di questa valle. Un mistero che per anni è rimasto tale.

Tutto accade nella Racetrack Playa, ovvero 4,5 km di pianura occupata da centinaia di rocce, alcune piccole come palline da tennis altre molto più grandi, che si muovono lasciando scie dietro di loro. Sono scie a volte cortissime, a volte lunghe anche 50 metri, altre volte anche a zig-zig. Queste pietre si muovevano senza che la scienza riuscisse a dare una spiegazione a questo fenomeno straordinario.

Fu nel 2011 che un gruppo di geologi, guidati da Richard Norris della Scripps Institution of Oceanography (California), poggiarono 15 massi con telecamere e GPS nella Racetrack Playa per monitorare e poter registrare i loro movimenti. Il tutto aveva a disposizione anche stazioni meteo che li informavano dei cambiamenti climatici.
Questa valle si trova al centro della Death Valley e 1100 km sul livello del mare, quindi non è raro che le temperature durante la notte scendano sotto lo zero, gelando l’acqua piovana che si stagna su quel suolo.

Ci vollero 2 anni prima di avere i primi risultati. Un giorno del dicembre 2013 si instaurarono le condizioni ottimali per filmare il misterioso evento. Quel giorno la Playa era coperta da 7 centimetri di acqua con lo strato superficiale ghiacciato, che a mezzogiorno ha iniziato a creparsi. Le rocce hanno iniziato a spostarsi poco dopo.

Così gli scienziati, iniziarono a capire e rendersi conto della situazione che si deve creare perché il fenomeno si verifichi: quando la notte la temperatura cala, deve formarsi uno strato di ghiaccio superficiale dai 3 ai 6 millimetri che al momento della rottura, che avviene nelle ore più calde, grazie all’aiuto del vento deve poter spingere e quindi aiutare le rocce nello spostamento.
È così che la roccia sposta il fango trascinandolo sotto di lei e lascia le scie che con l’evaporazione dell’acqua rimangono impresse nel terreno in modo evidente.

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