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Notte glaciale nel centro Italia: la Dolina Santa Maria sprofonda in valori da primato



Un’altra notte da record nel cuore dell’Appennino

La notte tra il 22 e il 23 novembre 2025 ha regalato all’Abruzzo uno dei valori più bassi dell’intera stagione autunnale italiana: –23.1°C registrati alle 06:49 nella Dolina Santa Maria, nel comune di Castellafiume (AQ), a 1707 metri di quota.

Un valore impressionante, ma non sorprendente per chi conosce il comportamento termico di queste conche d’alta quota, veri e propri laboratori del gelo dell’Italia centrale. Con innevamento al suolo, come spesso accade nei periodi più freddi, la Dolina può scendere su livelli quasi “siberiani”, fino a sfiorare, e in rari casi storici avvicinare, i –40°C.

Perché la Dolina Santa Maria diventa così fredda?

Le doline alpine e appenniniche sono ambienti unici, dove la fisica dell’aria fredda agisce in maniera amplificata. Il fenomeno principale è il cold air pooling, ovvero l’accumulo di aria fredda negli avvallamenti del terreno.

1. Raffreddamento radiativo notturno

Durante la notte, in condizioni di cielo sereno e assenza di vento, il suolo perde calore per irraggiamento. L’aria a contatto con il terreno si raffredda rapidamente e diventa più densa.

2. Scivolamento dell’aria fredda verso il fondo della dolina

L’aria fredda tende a muoversi verso il punto più basso disponibile: il fondo della conca. Qui si accumula come acqua in una vasca.

3. Inversione termica estrema

La dolina, circondata da versanti più elevati, intrappola l’aria fredda che non può essere dispersa dal vento. Questo crea inversioni termiche eccezionali, con differenze anche di 20–25°C rispetto alle cime circostanti.

4. La neve esalta tutto

Se presente sul suolo, la neve riflette quasi completamente la radiazione solare (albedo) e impedisce al terreno di immagazzinare calore.

Risultato: la temperatura minima notturna può crollare in modo drammatico.

È proprio in queste condizioni che doline come Santa Maria raggiungono valori tipici di regioni artiche.

Una dolina da primato per il Centro Italia

La Dolina Santa Maria è una delle più performanti dell’Appennino. La sua altitudine (1707 m), la conformazione chiusa e il microclima particolarissimo la rendono una delle località più fredde del Centro Italia. Gli appassionati la conoscono bene: nelle grandi ondate gelide, con neve fresca e cielo sereno, può toccare valori rarissimi per la nostra penisola, anche inferiori ai –35°C, con punte storiche prossime ai –40°C.

Il dato di oggi, –23.1°C, pur in assenza di un’ondata di gelo nazionale, conferma ancora una volta la straordinaria capacità della dolina di produrre freddo autonomamente, anche in condizioni sinottiche non estreme.

Un laboratorio naturale per gli studiosi del clima

Queste conche sono un patrimonio meteorologico: permettono di studiare in modo diretto i processi di inversione termica, i microclimi montani e gli effetti della copertura nevosa sul bilancio energetico del suolo.

Per questo motivo la Dolina Santa Maria è costantemente monitorata da appassionati e ricercatori, ed è considerata un punto di riferimento per chi analizza le dinamiche termiche dell’Appennino.

Conclusioni

Il valore di –23.1°C registrato oggi 23 novembre 2025 non è solo una curiosità meteorologica, ma un nuovo tassello che conferma l’unicità della Dolina Santa Maria. Una conca capace, nelle condizioni giuste, di trasformarsi in una delle zone più fredde d’Italia e d’Europa a parità di quota.

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