Meteo: maltempo ed instabilità ad oltranza



Passato il peggioramento di Natale, un altro più corposo è in arrivo su tutta la Penisola. Il persistere di un’area anticiclonica tra l’oceano atlantico e la Groenlandia non garantirà infatti nessun miglioramento ed anzi, piloterà un vasto sistema depressionario, con perno sulla penisola britannica, verso tutta l’europa centrale, Mediterraneo compreso.

La situazione odierna. Il peggioramento di ieri sfila e si allontana verso sud, nel frattempo l’anticiclone fa scivolare sul suo fianco orientale il vasto sistema depressionario, perturbato, verso L’europa.

Sarà l’inizio di un lungo periodo a tratti instabile ed a tratti addirittura con maltempo esteso. A questo punto la previsione diventa palese. Peggioramento nel corso delle prossime ore, con aumento della nuvolosità in serata/nottata e prime precipitazioni nel corso della mattinata di lunedì. Viste le termiche iniziali basse, qualche fiocco di neve potrà fare la sua comparsa tra gli 800 e i 1000 metri, ma con successivo innalzamento della quota neve oltre i 1300/1400 metri.

L’accumulo precipitativo atteso per domani. Piogge estese ma con picchi maggiori sui rilievi.

Breve pausa nel corso della giornata di Martedì ma nuovo peggioramento nelle ore serali e Mercoledì 30. Per la fine dell’anno la situazione non subirà particolari mutamenti. Alternanza tra pause (con schiarite) ed episodi instabili ci terranno compagnia per tutta la giornata della vigilia di capodanno.

Importante anche il campo termico previsto. Il continuo afflusso di aria fredda da ovest, derivante dalla gigantesca depressione sull’europa centrale, manterrà temperature abbastanza fredde anche di giorno, specialmente poi laddove agirà con più insistenza l’instabilità.

Lo zero termico previsto per le prime ore di mercoledì 30. Il modello statunitense ce lo piazza tra i 1400/1500 metri, con freddo abbastanza accentuato un po’ su tutta la regione Lazio.

Dovremo insomma prepararci ad un lungo periodo instabile/perturbato e di nevicate estese e copiose oltre i 1500 metri di altitudine. Miglioramenti decisi per ora non sono previsti, neanche sul lungo termine.

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